Il paradiso è proprio come
il posto dove sei ora
solo molto, molto meglio.
– laurie anderson –
con finta
grigia indifferenza
già l’inverno si appresta,
un’ultima coppia di corvi
tra le crepe delle nubi
veleggia.
dallo zainetto della mia indole
traboccano stamani
il canto soave dell’erba,
e l’elegia trista del tempo,
e degli spazi l’apparenza,
e dell’amore le frequenze tutte
e i contrappunti prigionieri
e i suoni striduli, e stonati,
i visi che amai e quelli
a cui per ribellione
prestai attenzione.
dallo zainetto del mio istinto
traboccano stamani di vecchie querce e ulivi antichi
i rami,
e le molteplici combinazioni
delle Necessità e del Caso,
e la caparbia religione
di un dubitare assiduo.
che non siam capaci di morire
sorridendo,
e sorridendo nascere,
che la sabbia sia solo sabbia,
che il fumo sia solo fumo,
che la cenere sia solo una illusione,
che la Vita sia,
che le mie mani non abbiano una presa,
che i miei pensieri abbiano
del vento la consistenza
allorché col mio aquilone
gioca.
e se ho chiuso
ad uno ad uno gli usci
(chè mai mi furon consone le porte chiuse!)
fu solo quell’istinto di resistere
a ribellarmi
alla maestosità imperiosa della Vita.
A modo suo
preferii viverla.
Lei, che al mattino
non si trucca quando pensi di aver aperto gli occhi
perché non sa il mattino,
Lei che non mastica le aspettative,
che non ringrazia
che non s’inchina
che vive precaria,
Lei beffarda buffa birichina,
Lei che nella carne di topo ti lascia i denti,
Lei che non riposa, Lei
indolente che non conosce offesa,
che con viso raggiante inganna
che con viso dal dolore solcato
inganna.
Lei che scorre, sulla mia pelle,
fiorisce, scivola via danzando
un tumultuoso valzer
sotto le unghie vorticose
del gatto del Tempo.
mi ferì
da bambino
la morte altrui,
sebbene fossi avvezzo
a veder il viso uguale
ch’Ella adornava.
la ruga dritta
del futuro
segnato
dal passato immoto, e scivoloso.
ad honorem
mi fu data la Vita.
Irrisolvibile.
e con ogni mio
più minuto passo,
passo per scelta o
scelta di un altro passo,
attraverso la Vita,
e d’ogni passo so
la Luce e l’Ombra.
Perdonate se
tra campi boschi valli e dirupi
r-esisto.

– eugénio de andrade –



